Mar. Apr 7th, 2020

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la respirazione: il metodo

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Oggi più che mai l’uomo sta prendendo coscienza delle conseguenze del suo impatto sulla natura, e del malessere, in termini di salute sia organica che emotiva, psicologica e spirituale, che la manipolazione e costrizione del mondo in cui vive comportano a loro volta per lui; per questo motivo stiamo assistendo a una sempre maggiore attenzione a uno stile di vita sano, quanto più possibile naturale, e a un crescente interesse per la ricerca interiore.

Pratiche tramandate da lontane civiltà del passato sono ormai popolari anche per la persona comune, e quasi nessuno oggi, in Occidente, ignora del tutto discipline orientali come lo Yoga, il Qigong, le varie arti marziali etc.

In realtà il passo successivo che ancora ci manca è forse proprio quello di comprendere come, tanto la natura quanto l’essere umano, abbiano in sé già gli strumenti per gestire e risolvere situazioni di pericolo, stress, malattia e infelicità, senza cercare soluzioni “a compartimenti stagni” che, per forza di cose, limitano e costringono l’immensa potenzialità della Vita. Rischiamo infatti, animati dalle migliori intenzioni, di ritrovarci impantanati su binari diversi da quelli su cui ci pongono il nostro Ego, la nostra società, la nostra cultura di appartenenza, ma che sono pur sempre binari: ciò che andiamo a perdere in questo modo è la visione d’insieme, e l’illimitato potenziale che essa porta con sé. Un potenziale di energia, funzionalità, efficacia a livello sì biologico, ma anche cognitivo e spirituale. Infatti l’uomo è una struttura a carattere olistico, come tutto l’Universo, e privilegiare una disciplina, una corrente di pensiero o una pratica a scapito di altre, magari altrettanto valide, rischia di essere una scelta estremamente sacrificante  rispetto all’illimitata ricchezza di ciò che possiamo esperire.

Il metodo che proponiamo ha infatti la caratteristica di essere difficile da definire, proprio perché ogni definizione comporta l’esclusione di tante realtà importanti e fra loro complementari. Sicuramente comprende, per esempio, pratiche esistenti negli apparati dello Yoga, del Qigong, delle antiche discipline di ascesi o in quelle più moderne di tempramento della volontà attraverso il corpo. Eppure non ci sentiamo di dire che stiamo parlando esclusivamente di Pranayama, di Qigong o di potenziamento del fisico e della mente, perché, come sentiamo spesso dire oggi, “l’insieme non è la semplice somma delle parti”. Questo metodo integra infatti esercizi interni ed esterni appartenenti a tutti questi sistemi, ma con la consapevolezza che ciascuno non è il fine, ma il mezzo, anzi uno dei mezzi per coltivare e nutrire quel miracolo di complessità e perfezione che è l’essere umano.

Chi ha familiarità con le arti marziali avrà spesso sentito raccontare come gli antichi maestri ricercassero, quando non l’immortalità, per lo meno una longevità estrema, attraverso le loro pratiche. Noi crediamo che non abbia scopo parlare di una vita lunga se questa non è al contempo permeata di senso e di valore, di significato e di conoscenza e, naturalmente, di una salute ottimale che ci consenta di conseguire tutte le esperienze di cui abbiamo bisogno per il nostro percorso come esseri umani. 

Quindi questo metodo prevede un accrescimento del rendimento da ogni punto di vista: forza fisica, resistenza, incremento dell’immunità alle malattie, aumentate capacità di concentrazione e di memoria, e contemporaneamente un maggiore rilassamento e senso di benessere e dominio di sé senza “sprechi” in termini energetici, ovvero un investimento efficiente delle risorse vitali; però il fine è qualcosa di ulteriormente avanzato, dove tutti questi elementi costituiscono solo i necessari (e spontanei) passaggi. Potremmo definire questo fine “arrivare a essere chi veramente siamo”, “trovare il vero Sé”, o, magari, anche semplicemente entrare in possesso di tutte le risorse necessarie per coltivare qualcosa d’altro e di maggior valore che non la semplice sopravvivenza giorno dopo giorno. Ognuno avrà la risposta opportuna per le proprie personali domande esistenziali: il mezzo, in sé, può servire per molti fini. Ma, andando nello specifico, in cosa consiste questo “mezzo”?

Sappiamo che da millenni al respiro è associato qualcosa di più ampio e sacro del semplice atto meccanico di cui non possiamo fare a meno: il soffio vitale, il prana, lo pneuma, il ruah, sono solo alcuni dei nomi con cui viene definito questo atto associato persino alla creazione divina; la sua iper-stimolazione volontaria, come quella indotta negli esercizi di apnea o di addestramento all’immersione prolungata, seppur parlando di una funzione che agisce solitamente in maniera spontanea nell’organismo,  ci fa acquisire familiarità con muscoli profondi che non siamo abituati a conoscere, uno per tutti il diaframma, e disattiva invece blocchi muscolo-tensivi, contrazioni dovute ai più svariati fattori, quali la postura sbagliata, costrizioni emotive e psicologiche, inibizioni culturali e un super-controllo da parte del nostro Ego. Inoltre l’azione che questi esercizi svolgono sul nervo vago, afferente al sistema nervoso parasimpatico, preposto ai meccanismi di riposo e digestione, anziché a quelli di difesa e fuga come nel caso del sistema simpatico, producono automaticamente un effetto distensivo e dal potere altamente calmante e rilassante.

Gli esercizi procedono per gradi di sessione in sessione, man mano che viene acquisita una nuova competenza fisica e cognitiva, e rimossi blocchi e contratture, associando un allenamento che preveda un progressivo incremento della resistenza alle basse temperature (esposizione a docce fredde per un numero crescente di secondi al giorno). Indispensabile è naturalmente il continuare questo tipo di lavoro nel quotidiano, alimentando la propria conoscenza di sé e delle nuove sensazioni che si vengono a scoprire.

Al procedere di questo percorso si assiste in tempi estremamente brevi a una riattivazione del metabolismo, a una riduzione dei processi infiammatori con tempi più brevi nella guarigione dagli stati virali (oltre che a una migliore resistenza a questi ultimi), all’ottenimento di un sonno ristoratore più facile da raggiungere e a un maggior controllo della volontà, riscontrabile in una regolazione dell’appetito e in un significativo senso di equilibrio nel controllo degli impulsi, non inteso come repressione forzata ma come un naturale stato di soddisfazione e di benessere. 

Questo sistema si avvale della conoscenza acquisita nel corso di decenni di studio e insegnamento di diverse arti marziali, discipline di accrescimento energetico e di sviluppo interiore, attingendo a conoscenze millenarie ma con il fermo riconoscimento del potenziale insito nella natura umana, ed è perciò un metodo sostanzialmente alla portata di chiunque abbia la curiosità di conoscersi, abbandonare l’idea di limite quando essa non ha un effettivo riscontro con la realtà, ma è solo una sovrastruttura personologica o sociale, a chiunque, quindi,  abbia la volontà di trascendere idee stereotipate che sono venute a  sovrapporsi al proprio vero Sé, per una vita più sana a tutti i livelli, più vera, più cosciente, più in contatto con la forza vitale che è dentro e fuori di noi e a cui possiamo accedere in ogni momento, attingendo a essa per rigenerarci e ricaricarci ogni volta che ne sentiamo il bisogno.

Per info contattare Sifu Simonetti Riccardo via mail orientalarts@email.it o al numero telefonico 328 4895118.

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