stages wing chun kali silat
CORSO PRACTICAL WING CHUN:
Lunedì e Mercoledì 21:00-22:30
Martedì e Giovedì 19:30-21:00


CORSO KALI:
Martedì e Giovedì 21:00-22:30

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…Più pratico il Wing Chun e più mi accorgo che “la piccola idea” si fonde magnificamente con “l’eterna primavera”, intesa non come forma, ma come pensiero che si evolve continuamente, come il mare, che pur quieto nasconde sul suo fondale un continuo mutare di cose…> (Riccardo Simonetti)

Wong Shun Leung
Wong Shun Leong: maestro di riferimento
wong con i coltelli a farfalla
il grande maestro  Wong Shun Leong
wing chun

sede wing chun e kali/silat


wing chun, "eterna primavera"
Sistema votato fin dalla nascita all’autodifesa, la leggenda narra che sia stato inventato da una donna, la monaca shaolin Ng Mui e che il nome derivi dalla prima allieva di lei, Yim Wing Chun. Ng Mui cercò di creare uno stile efficace contro i monaci che praticavano lo stile Shaolin e combattevano alla lunga distanza e al contempo che fosse adatto alla struttura fisica femminile. Ne derivò uno stile a corta distanza molto aggressivo basato su corti attacchi veloci e rettilinei che penetrano la guardia avversaria proteggendo sempre la propria linea centrale. In accordo con i principi Taoisti, nel Wing Chun non si oppone mai caparbiamente la forza alla forza, ma ci si adatta a quella dell’avversario “tenendo” o cedendo a seconda delle situazioni e cercando di sfruttarla a proprio favore. Per raggiungere questo scopo, nella fase di apprendimento del Wing Chun è curato particolarmente lo sviluppo della sensibilità alle “pressioni”, cioè la capacità di capire attraverso le pressioni che vengono trasmesse dagli arti di chi ci attacca, quale direzione e quale intensità avrà l’attacco stesso. Tale capacità viene stimolata attraverso l’esercizio denominato “Chi Sao” (braccia appiccicose) che permette di “sentire” i movimenti dell’avversario attraverso appunto il tatto. La didattica del Wing Chun è basata sullo studio di tre “forme” a mani nude, una al manichino di legno(wooden dummy) e due “forme” armate, una con bastone lungo ed una con coltelli(coltelli a farfalla)

Il percorso didattico dello stile si articola in tre forme a mano nuda più due con le armi.
Sio Nim Tao, La Prima Forma
la prima forma : Sio Nim Tao
Come quando da bambini si impara a stare in piedi, nella Siu Nim Tao(Piccola Idea) apprendiamo la posizione base, l’esatta postura, ossia la Yee Gee Kim Yeung Ma e contestualmente, la fluidità, le esatte angolazioni dei movimenti e la corretta energia da impiegare. Oltre alle nozioni citate che andremo ad apprendere, veniamo in contatto per la prima volta con alcuni tra i movimenti fondamentali di attacco e di difesa, che sono il Tan sao, o mano che mostra, il Fook sao, o mano ponte ed il Wu sao, o mano che protegge. La prima forma è praticamente la base del Wing Chun e a prescindere dal livello del praticante sarà sempre fonte di evoluzione e di crescita.

chum kiu, La Seconda Forma
Proseguendo un ipotetico cammino di crescita, il bambino che ha imparato a stare solidamente dritto in piedi, comincia a camminare ed a girarsi. Con la prima parte della Chum Kiu(Cercare il Ponte) si amplia quindi la gamma dei movimenti inserendo anche rotazioni su se stessi sia verso destra che verso sinistra “Chuen Ma”. Nella seconda parte ancora evoluzione di movimenti e nella terza l’introduzione dello studio dei calci e della difesa dai medesimi "Footwork" e del “Lop Sao”, tecnica finalizzata allo sviluppo del tempismo, completa il quadro delle tecniche codificate.
Biu jee, La terza Forma
La terza Forma del sistema Wing Chun, la Biu Jee in italiano "Dita che sparano o che perforano" merita un’attenzione particolare, in quanto considerata “forma a se stante”. Si comincia a studiare nel momento in cui si ha una perfetta padronanza delle altre due, considerato che aggiunge un esiguo numero di movimenti nuovi e per lo più permette di affinare quelli già acquisiti con la S.N.T. e la C.K. per mezzo di nuove applicazioni. Altra peculiarità di questa forma è l’attitudine che gli viene attribuita dai più, di essere “la forma di emergenza”. Questo probabilmente per il fatto che molte delle tecniche che vi si apprendono sono spostamenti funzionali “all’uscita” da situazioni critiche. Tralasciando, però la considerazione che l’emergenza risulta essere evidentemente la situazione tipica nella quale ci si trova durante uno “scontro fisico”, appare piuttosto riduttivo definire la Biu Jee, come superflua o di “riserva” per così dire, rispetto alle altre. Considerando oltre tutto il fatto che l’apporto di nuovi movimenti di attacco, per quanto limitato è pari a sei, denominati: Gwai Jahng, Man Sao, Kan Sao, Biu Sao, Lap Sao, e Chap Kuen.
Conclusioni
Per quanto concerne le tre “forme” a mani nude sono fermamente convinto che non ce ne sia una più importante delle altre e soprattutto che nessuna di esse possa essere considerata superflua. Sono vieppiù persuaso dopo anni di costante pratica ed insegnamento assiduo che vi sia un filo rosso che le collega tra loro in modo latente e quindi difficilmente percepibile dai più, ma estremamente forte…imprescindibile. Considero questo legame pari al rapporto tra le componenti, che esiste ad esempio in Formula Uno. In Formula Uno la macchina che vince non è mai quella che ha semplicemente il motore più potente, ma un bravo pilota, pneumatici performanti, un buon team alle spalle e molte altre componenti in sinergia tra loro. Il legame tra le tre forme, al pari di questo rapporto, che risulta determinante in ogni competizione, ma anche in tutte le semplici attività della nostra vita, consente il fisiologico sviluppo della tecnica base del Wing Chun e di conseguenza l’evoluzione in modo esponenziale delle capacità di applicazione in sinergia anche tra il corpo e la mente. Infatti, quelli che sembrano semplici movimenti all’apparenza sterili, paragonabili quasi ad una danza, risultano nella pratica l’alfabeto di un linguaggio evoluto e completo. O, volendo essere più poetici, i germogli che permettono all’”eterna primavera” di arrivare a compimento.


Pratica, esercizi ed attrezzi
Il chi sao (o Braccia Appiccicose)

L’esercizio fondamentale per la pratica del Wing Chun a mani nude è il Chi Sao, parola tradotta in italiano più o meno correttamente con “braccia appiccicose”. Si pratica con un partner e prevede appunto il contatto costante delle proprie braccia con quelle di quest’ultimo, in posizione per lo più incrociata(destra contro sinistra e viceversa) Con questa forma di allenamento si perfezionano tutte quelle capacità indispensabili alla pratica efficace del Wing Chun: sensibilità, solidità, equilibrio, flessibilità, cedevolezza, velocità, potenza, reattività e coordinazione. Il cervello, pertanto a sua volta sviluppa le sinapsi e tutti i collegamenti tra parte destra e sinistra. E così come un bravo musicista che è costretto a suonare con la mano destra un tempo diverso da quello che suona con la sinistra e talvolta con ritmo scollegato perfino gli arti inferiori(nel caso dei batteristi) il Wing Chun man acquisirà la capacità di attaccare e difendersi in modo istintivo, indifferentemente con entrambi gli arti superiori.
 

un allenamento tradizionale

wing chun - chi sao
Il Lop Sao (braccia parallele)

Direttamente collegato al Chi Sao il Lop Sao è una variante dello stesso, che si differenzia in linea di massima dal primo perché praticato con le braccia in parallelo(destra con destra e sinistra con sinistra) piuttosto che in maniera incrociata.
 
un esercizio base: il pon sao
 
sopra,esempio di chi sao
 
wing chun - chi sao
 
Lok Dim Boon Kwun(tecnica del Bastone Lungo)
 
Come per la precedente, questa tecnica prevede l’uso di un attrezzo, che in questo caso è il Bastone Lungo. Anche in questo caso, nonostante le apparenze, l’apprendimento di questa tecnica è fondamentale per la lotta a mani nude, ma i progressi riguardano l’affinamento della postura, gli shock, la fluidità dei movimenti delle braccia, passi e torchi(rotazioni sulle anche).
 
Manichino di legno(o Wooden Dummy)

Simonetti in un allenamento : applicazioni sull'uomo di legno - Roma

Al lato, tecniche sull' uomo di legno


La pratica al manichino di legno normalmente inizia contestualmente allo studio delle tre “forme”. In particolare è mia consuetudine introdurre gli allievi a questo studio nel momento in cui abbiano acquisito e metabolizzato la Siu Nim Tao e la Chum Kiu (prima e seconda forma) I movimenti di attacco e di difesa imparati appunto con le “forme” vengono applicati “contro” il manichino di legno. Questo così come un ideale avversario è provvisto sia di “braccia” che di “gambe” che per quanto ”stilizzate” impongono al praticante l’uso corretto del proprio corpo per portare un attacco efficace. Per tanto, sia le angolazioni di attacco delle braccia e delle gambe, sia gli spostamenti(passi e rotazioni) del corpo intero vengono focalizzati e perfezionati. Tutto ciò consentirà quindi la costruzione di una struttura solida ed equilibrata di fronte ad un ipotetico avversario.
 

 
 
wan kam leung
la scuola con il maestro wan kam leung
Great Master Wan Kam Leung col capo istruttore Simonetti
Great Master Wan kam Leung Con la Oriental Arts
 
…” Ti posso dare le indicazioni della strada da seguire per andare da un punto ad un altro, ma sarai tu a percorrerla per arrivare dove desideri…Ti posso mostrare il sistema, ma tu dovrai impossessartene e svilupparlo…” (Riccardo Simonetti)